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Home :: Biografia poetica 1902 
 

    

Una inedita poesia  recuperata nell'archivio storico della Parrocchia di San Martino in Chinsica. Risale al 1902 quando ancora Santa Bona non era "Patrona delle Hostesses" !


Quanto , o gran Dio mirabili
Son l’opre di tua mano
E al guardo inaccessibili
Dell’ intelletto umano!
Solo il vasto universo
D’ogni beltà cosperso
Non dice il tuo poter
 
Anche de’tuoi prodigi
Il mistico mistero
Ch’ascondi al sen dell’anime
Del tuo divin pensiero
All’ammirata gente
Ritrae l’onnipotente
E creator voler.
     
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frontespizio della pubblicazione del 1902
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Dalle sue labbra uscivano
Ancora incerti suoni
Allor che già fiorivano
Nel cor di Bona i Doni
Di grazie singolari che la rendeano pari
Agl’angioli del ciel.
 
E, quale in cielo agl’Angeli
Tu rivelavi a Bona
Il tuo viso ineffabile
Dicendo. Ah t’abbandona
Un padre crudo e rio!.....
Avrai nell’amor mio
Un padre ognor fedel .
 
Che’ non mi dice un Angelo
Quel dì che, al par d’un fiore
Che leva in alto il calice
E scioglie al Creatore
Coll’alito odoroso
Il primo e insiem gioioso
Canto di sua beltà,
a
a 
Il vergine tuo spirito
  Del ben scieglieva la via
E qual incenso etereo
Gradita a Dio salia
L’alma beltà d’amore
E la soavità
a
a                 Chiesa di San Martino in Kinzica
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a
Qual prediletto giglio
Del suo terren giardino
O Bona, mire il vigile
Amante occhio dovino
L’anima tua si pura,
che, tutta sua, sol cura,
pregar , amar , soffrir.
 
 Forse anche in ciel sei memore
Del dì che dalla Croce
A te Gesù volgevasi
E con tenera voce
A te benedicea,
 Perché diletto avea
Il tuo santo patir.
 
Del dì che immersa e fervida                             
Preghiera Ei t’apparia
Con Giacomo l’Apostolo,
La Vergine Maria,
E dell’ebbrezza Diva
Dell’amor suo t’empia
Il trepidante cor.
 
                                                                      Di tante grazie il bacio
schiudeva la sorgente
In te di quei prodigii
Ch’a te traean la gente:
I tuoi detti,il tuo viso
Del ciel pareano un riso.
Una voce, un fulgor.
 
Seco a recarti a Solima
Il tuo Gesù ti invita!
Di quanta gioia l’anima
Ti senti ridemita
Pensando al suol beato
ove il divino è nato
Ove per l’uom morì!
 
Il sa tuo padre: livido
Veglia con mal talento
Ed ampiamente medita
Un truce tradimento
Ei struggerti disia
Onde ignorata sia
L’infamia de’ suoi dì.
 

 
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S.Bona scultura di A.Fascetti (chiesa di S.Martino)
a
Ma spera indarno il perfido
Compier l’orrenda impresa:
A’ suoi sguardi invisibile
Appieno iddio t’ha resa;
su quell’estraneo suolo
fra la miseria e il duolo
guida e vigor ti da.
 
Ah qual d’affetti effluvio
A lacrime commisto
Dal tuo bel core ergevasi
Sotto il cielo ove Cristo
Dell’uomo le ritorte
Franse colla sua morte
E il trasse a libertà!
Lume e poter la grazia
Fuga, timor, tristezza
Consola nelle angosce
Della pietà l’ebbrezza;
E tu di te secura
A Dio lasci ogni cura
A Lui t’affidi appien.
 
Orando, amando veglia
Lo spirto in lui rapito,
s’immerge e si delizia
nell’Amore infinito
ove si nutre e posa
qual ape industriosa
del fior si nutre in sen.
 
Ah! Te per lui sì tenera
E di penar felice
Il tuo Gesù vagheggia
A te si svela e dice
Tu mia figlia amorosa                                                       La croce di S.Bona
                                                     
Esser pur dei mia sposa,
Di madre aver gli onor.
 
D’amor ti dona un’estasi
La gemma sua di sposa,
schiera di bimbi candidi
ti mostra numerosa:
questi quai figli avrai,
dicendoti e saprai
puro sebarne il cor.
 
Della gentil tua patria
Ripiglia ormai la via;
non paventar perielio
ma noto pur ti sia
che là mia figlia, ancora
infin all’ultim’ora
soffrir dovrai per me.
 
              E la tua Pisa in giubilo
Benediceva il giorno
O Venerata Vergine,
del tuo fausto ritorno
scorgea nei tuoi portenti
che ne’ più tristi eventi
avria presidio in te.
 
Ti fa simile agli angioli
l’ardore e la purezza
La tua vita mirabile
Di penitente asprezza
A gran reo t’assomiglia
Che meglio si consiglia,
Punisce il suo fallir.
 
La via delle miserie
È alfin per te compita:
scorgi la luce splendere
della verace vita:
elevi al sen di Dio
l’ultimo tuo disio
coll’ultimo respir.
 
 
Sac. G.B. Torre  
Festa di S.Bona 20 Maggio 1902
 
Pisa a dì 11 marzo 1902,
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